VIII centenario del Perdono di Assisi. Perry: «Con il silenzio nella Porziuncola, papa Francesco ha accolto la misericordia per donarla a tutti noi»

«Il perdono di cui san Francesco si è fatto “canale” alla Porziuncola continua a “generare paradiso”». Così papa Francesco ha celebrato il poverello di Assisi che otto secoli fa otteneva da papa Onorio III l’indulgenza plenaria per “mandare tutti in paradiso”. Ad accogliere il pontefice c’era fra Michael Anthony Perry, ministro generale dell’ordine dei frati minori e 120° successore di san Francesco. Lo abbiamo incontrato al termine della visita del Papa.

Fra Michael, papa Francesco era già stato ad Assisi 3 anni fa, ma questa visita ha un sapore totalmente diverso

Concordo, perché con il pellegrinaggio del 4 ottobre 2013 papa Francesco voleva incontrare san Francesco per portare il suo spirito a tutta la Chiesa. Oggi invece ha voluto sentire e condividere il messaggio del perdono, certamente al centro di tutto il Giubileo della Misericordia, ma qui dopo otto secoli assume un valore particolarmente significativo: perdonarsi e non stancarsi di perdonarsi.

Come interpreta questa giornata?

La visita ha avuto 2 dimensioni. In primo luogo l’ascolto e l’accoglienza della misericordia. Per farlo il Papa ci ha donato il lungo silenzio nella Porziuncola. Dopo avere accolto la misericordia nel cuore, il Papa l’ha offerta concretamente con la confessione di un piccolo gruppo di ragazzi che però rappresenta tutti noi.

Il silenzio nella Porziuncola è stato quindi il punto di partenza dell’incontro con Dio misericordioso?

Con il silenzio lasciamo spazio a Dio di operare in noi e dopo chiediamo pubblicamente insieme perdono e riconciliazione non solo con Dio, ma con noi stessi e con tutto il creato.

Il Papa ha parlato di Francesco d’Assisi come il “canale del perdono di Dio”, un canale che dopo otto secoli è più che mai vivo

È il desiderio di san Francesco che si è compiuto: il paradiso non è al di là della vita di oggi, ma vivere il regno di Dio tra noi. Tutto questo è possibile.

A Santa Maria degli Angeli c’era l’imam di Perugia. Il perdono è oggi la chiave del dialogo interreligioso?

Non solo. Quello del Papa è un discorso ecumenico, interreligioso, ma è anche rivolto a tutti quelli che non hanno una fede ma credono che dobbiamo collaborare, insieme. È lo spirito che il Papa ha segnato con l’enciclica Laudato Si’. Dialogo nella Chiesa ma anche fuori. Solo con il dialogo, sempre più dialogo, noi rendiamo concreto il perdono.

Possiamo dunque dire che il Papa non si rivolge più solo ai cattolici?

Certo. Il Papa ha tanti amici che non sono credenti. Il Papa vuole realizzare una fraternità senza frontiere.

 

Alessandro Giuseppe Porcari

@paceinterra_it

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