La famiglia del futuro: gay e poligama

Monogami e poligami, le Filippine possono fare scuola. Nell’arcipelago più cattolico del mondo, i diritti dei musulmani sono riconosciuti come quelli dei cattolici. La poligamia è infatti legale e non genera scandalo. Vietate invece le unioni tra persone dello stesso sesso, ma l’ampia libertà sessuale presente nel Paese, potrebbe trasformare le Filippine nel primo paese al mondo a riconoscere tutti i tipi di famiglia: etero-omo-lesbo-trans-bisex, nelle varianti monogama e poligama. Il sogno di qualsiasi liberale.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia perché colpevole (a suo dire) di non riconoscere le unioni (o matrimoni) tra persone dello stesso sesso. La sentenza arriva dopo quella della Corte Suprema degli Stati Uniti del 26 giugno, in una successione temporale che sembra unire America ed Europa in una battaglia ideologica combattuta a colpi di sentenze emesse da persone sconosciute. Sorprende che la nostra civilità abbia scoperto che la famiglia monogama Lgbt (lesbica/gay/bisessuale/transessuale) sia improvvisamente un diritto inviolabile della persona. Non lo è invece la poligamia eterosessuale, che l’umanità conosce già da millenni. La poligamia ha però un problema non indifferente: è ormai legata soprattutto al Corano, alla religione che condanna l’omosessualità.

Nell’Occidente dunque, la poligamia, diritto antichissimo, è stata scavalcata dai diritti delle coppie Lgtb. È interessante che per un uomo occidentale sia un diritto sposare un altro uomo piuttosto che due donne. Un ragionamento che si stenta a capire se non attingendo all’ipocrisia che vede tanti cristiani sostenere le battaglie gay in nome del diritto “all’amore”, e allo stesso tempo inorridire di fronte alla possibilità che un uomo possa sposare più donne. Bene, Bibbia alla mano provate a dimostrare che il diritto all’amore sia omosessuale e monogamo, piuttosto che eterosessuale e poligamo. Impossibile, ma siamo una società laica, la religione (dicono) non conta. Attingiamo dunque alle norme del diritto internazionale e alle Costituzioni dei singoli paesi. Le Corti di Europa e Stati Uniti, moderne ed evolute, dovrebbero riconoscere anche la poligamia proprio perché non ci può essere distinzione discriminazione di religione. Invece, lasciano che migliaia di famiglie poligame di fatto vivano in clandestinità, ledendo i diritti di tante donne.

poliWikipedia presenta due mappe che ci permettono di confrontare il mondo dei diritti gay (cartina in alto) con il mondo dei diritti dei poligami. Si nota una vera e propria spaccatura. I paesi che riconoscono la poligamia (in nero) non riconoscono i diritti Lgtb, e viceversa. E qui i sospetti sul perché il matrimonio gay sia diventato negli ultimi anni un diritto inalienabile dell’uomo cominciano ad aumentare. In tanti paesi musulmani l’omosessualità è un reato che porta persino alla pena di morte. In questo scontro tra gli “evoluti” e gli “incivili”, i diritti dei gay dovrebbero essere il manifesto della nostra superiorità. «I musulmani provino ad essere come noi», sembrano dire le Corti.

Un’incoerenza che non potrà durare a lungo, perché come detto ci sono paesi dove monogamia e poligamia già coesistono tra cui le Filippine, uno dei paesi più cattolici del mondo.

Tutto dovrebbe risolversi con il riconoscimento futuro della famiglia “fai da te”: allargata, confusa, mista, soprattutto libera da qualsiasi etichetta morale. Il trionfo dell'”Ognuno faccia come vuole”, perché ci sarà un diritto per ogni adulto, a danno dei bambini che potranno avere due madri o due padri, un padre condiviso o una madre genetica che lo avrà regalato ad un altra famiglia, secondo le leggi del caso. Come impedirlo? Gli Stati scrivano nero su bianco cosa è una famiglia. Una proposta che oggi sembra degna di un uomo del medioevo.

 

Alessandro Giuseppe Porcari

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