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Telenovela Bawer: sfida Jesi esonerando Gresta

Gigio Gresta, ex coach di Jesi, è stato esonerato a due giorni dalla partita salvezza proprio contro la sua ex squadra. Una coincidenza per carità, ma una prova che la missione salvezza dell’Olimpia per volontà di qualcuno sta assumendo i toni di una telenovela latinoamericana, di quelle fatte di corna, passioni, intrighi. «Non capisco. Sono curioso di sapere perché mi mandano via dopo una settimana di ottimo lavoro con l’innesto che si chiedeva», scrive Gresta su Facebook. L’uomo che ha avuto una fiducia senza limiti, improvvisamente dice di non avere più dialogo con la Bawer a tal punto che lo pugnalano, senza spiegazioni, proprio in un giorno importante con la presentazione del neo acquisto Federico Lestini. Per capire la credibilità dei post di Gresta, facciamo un passo indietro.

Le dimissioni farsa. Il tonfo dell’Epifania, Treviglio-Olimpia 107-59, provocò le dimissioni del coach. «Credo che sia deontologicamente corretto», scrisse su Facebook in un post ancora online. «Non si fraintenda, sono REALMENTE dimissioni”, precisava. Sì, con caratteri cubitali voleva convincere qualcuno (dirigenza, tifosi, o forse entrambi) che grestaFACequelle erano vere dimissioni. La società nel comunicato stampa aveva accettato e ringraziato il coach per il lavoro svolto. I tifosi in modo commovente si erano stretti attorno all’allenatore e come per magia le dimissioni furono ritirate dopo un chiarimento. In una videointervista, Gresta spiegò che «non erano vere dimissioni», come se quel REALMENTE non fosse stato capito bene.

L’esonero, forse. La notizia è arriva ufficialmente dopo poche ore dalla conferenza stampa di presentazione di Federico Lestini. Gresta non era al tavolo, così come aveva fatto con Chase e come logica vorrebbe. Un testimone dice di averlo visto in sede, sereno, ma a maggior ragione, perché hanno concordato che non fosse al tavolo? Gresta su Facebook questa volta scrive di non sapere nulla, «non capisco». Se nelle dimissioni era un galantuomo che si faceva da parte dopo una sconfitta senza dignità, questa volta è una vittima che improvvisamente subisce a tradimento una pugnalata proprio da chi aveva puntato tutto su di lui. Dopo una settimana di «ottimo lavoro», in cui il vice Dimitri Patella è stato (casualmente) prima in tv per un’intervista a tutto campo, e poi ci ha regalato un’analisi tecnica dell’Aurora Jesi a poche ore dall’esonero ufficiale di Gresta. Agostino Festa, general manager e braccio destro del dg Del Moro, contattato risponde: «Abbiamo già detto tutto nel comunicato, non sono autorizzato a rilasciare dichiarazioni». Il comunicato non dice nulla, quindi il “tutto” di cui parla Festa è il nulla. L’esonero di Gresta a due giorni dalla sfida salvezza non merita risposte, perché ai tifosi si chiedono tre cose: entusiamo, applausi e soprattutto riempire il Palasassi portando amici e parenti.

Quale sia la credibilità di Gresta “vittima” in questa occasione? I tifosi corrono in soccorso dell’agnello sacrificato (stesso copione di 3 settimane fa), e gli regalano una sciarpa. Lui ringrazia e fa capire di avere i tifosi dalla sua parte. Poco male, stipendio assicurato e via da quella serie record di sconfitte. Domani i tifosi potrebbero ricordarlo con cori e striscioni per poi chiedere alla società di riprenderlo. Nella telenovela Bawer, tutto è possibile. Insomma, se le dimissioni non erano vere dimissioni, l’esonero potrebbe non essere un vero esonero. Questa purtroppo è la conclusione, comunicati alla mano.

Alla luce delle dimissioni farsa, credere che l’Olimpia abbia scaricato Gresta è materia per fideisti. I tempi si intrecciano in un modo quasi comico. L’esonero sarebbe arrivato nelle stesse ore in cui Gresta era proprio nella sede Bawer, ma è molto più probabile che tutto fosse già stato deciso, come prova l’esposizione mediatica di Dimitri Patella. I comunicati Bawer infatti hanno una loro caratteristica: arrivano ore, se non giorni, dopo la notizia. Il caso Lestini è clamoroso. Se a Ferrara si parlava di Lestini a Matera già ad inizio gennaio, l’ufficio stampa di Ferrara comunicava il passaggio dell’ala grande a Matera martedì sera (26 gennaio), poche ore dopo una nostra telefonata in cui ci dicevano di non sapere nulla. La Bawer invece ha dato la notizia due giorni dopo a poche ore dalla conferenza stampa di presentazione di venerdì. “A Ferrara sono stato bene, ma…”, scuote la testa Lestini e torna a parlare di Matera. Incrociamo con la parole che ci sono state dette dall’ufficio stampa di Ferrara: «Abbiamo detto a Lestini che qui è di troppo». Insomma, Lestini da Ferrara è stato messo fuori senza la sua volontà, proprio dopo l’arrivo di Guarino. Un caso o uno scambio?

La partita contro Jesi. La vittoria è quasi scontata. Alla Bawer basta una prestazione come quella contro Verona o contro Brescia. Jesi in trasferta ha vinto una sola volta, e in totale ha un percentuale media di tiri da 2 pari al 47%, contro il 46% della Bawer. Squadra tutto tranne che irresistibile. Vince chi sbaglia meno del solito, tutto qui. All’andata finì 82-76, solo 6 punti di vantaggio per Jesi, ma era in campo un altro roster e questo lascia intendere che numeri alla mano la partita sia davvero abbordabile. La sconfitta non avrebbe nessuna giustificazione tecnica, tranne quell’esonero che vogliono a tutti i costi spacciare per improvviso, ingiustificato, ma stranamente intrecciato con Jesi, l’ex squadra di Gresta in quegli anni che Franco Del Moro e Gigio si erano conosciuti. «I tifosi devono dare serenità, altrimenti la squadra non vince», ha detto Del Moro. Allora dobbiamo credere che l’esonero di Gresta sia un modo, concordato, per ridare tranquillità all’ambiente. Come? Dipende dal risultato contro Jesi. «Anche se perdiamo non è finita», mette le mani avanti Del Moro. Comunque vada, la telenovela continua.

 

Alessandro Giuseppe Porcari

@paceinterra_it

 

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