Tassazione, Francia batte Italia 48 a 42

Le tasse sono un freno per l’economia. Non ditelo ai francesi visto che pur avendo una pressione fiscale in crescita di 1,6 punti percentuali tra il 2017 e il 2016 (48,4% contro 46,8%), continuano a registrare tassi di crescita ben superiori all’Italia, che ha una pressione fiscale del 42,4% (in calo rispetto al 42,9% del 2016). Parigi si colloca in testa alla classica europea della tassazione: Roma è solo al settimo posto, superata da Belgio (47,3%, in aumento dal 46,8%), Danimarca (46,5%, in calo rispetto al 47,3%), Svezia (44,9%, rispetto al precedente 44,6%), Finlandia (43,4%, in calo sul 44,3%), e alla pari con l’Austria. I Paesi dove il fisco colpisce meno sono Irlanda (23,5%), Romania (25,8%), Bulgaria (29,5%), Lituania (29,8%) e Lettonia (31,4%). La media europea resta praticamente invariata al 40,2%.

Rispetto al 2016, la pressione fiscale è salita nella maggior parte dei Paesi (15), in particolare a Cipro (da 32,9% del 2016 al 34% del 2017, Lussemburgo (da 39,4% a 40,3%) e Slovacchia (da 32,4% a 33,2%). Per quanto riguarda la sola imposta sul reddito, in testa resta la Danimarca (25,4%), seguita da Svezia (15,8%), Finlandia (12,6%), Belgio (12,1%) e Italia (11,8%).

 

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