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Siria, padre Azziz è stato liberato

Il secondo rapimento di padre Dhiya Azziz si è concluso con la sua liberazione. Lo scarno comunicato della Custodia di Terra Santa si limita a ringraziare quanti hanno favorito la fine di questo incubo. Ragioni di riservatezza lo impongono.

I contatti erano stati persi il 23 dicembre scorso. «Padre Dhiya era in viaggio con un taxi», aveva comunicato la Custodia. «C’erano altre persone a bordo. Era partito da Lattakia di buonora e diretto verso Yacoubieh, passando probabilmente per Hama, per essere in parrocchia per le festività natalizie. Era di ritorno dalla Turchia, dove era andato a visitare la famiglia che lì si è rifugiata dopo l’ingresso di Daesh (Isis) a Karakosh (Iraq), suo paese natale». Da Gerusalemme avevano reagito con grande prudenza, perché padre Dhiya era già stato rapito a luglio 2015 da un gruppo jihadista, da cui si liberò pochi giorni dopo. «Intimidazioni per farci andare via» le aveva chiamate padre Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa.

Paolo Dall’Oglio. Un drammatico silenzio avvolge il sequestro del gesuita padre Paolo Dall’Oglio, fondatore della comunità Mar Musa in Siria. Non si hanno più notizie da luglio 2013. A nulla sono serviti gli appelli di papa Francesco che ha più volte chiesto la sua liberazione.

Alessandro Giuseppe Porcari

@paceinterra_it

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