Serra Italia a congresso. A Matera José Saraiva Martins e Dario Viganò

Il Serra Italia progetta il futuro. Lo fa a Matera con il XV congresso nazionale che vedrà impegnati più di 230 delegati dalla Svizzera alla Sicilia. Una pacifica invasione per la città dei Sassi che fatica a reggere l’impatto del flusso crescente di presenze. «2 alberghi occupati e navette dall’aeroporto di Bari» precisano gli organizzatori che ammettono di aver vinto la diffidenza di alcuni serrani verso l’isolata Matera.

“Nuove sfide per l’umanesimo del terzo millennio”, il tema del congresso che si terrà da domani a domenica al Palace Hotel, è una sintesi dell’importanza che per i serrani riveste l’appuntamento lucano. «Siamo abituati a parlare di calo di vocazioni perché ci paragoniamo ai secoli passati quando i conventi era abitati da centinaia di consacrati. Oggi non possiamo dimenticare le migliaia di persone che senza fare rumore testimoniano con la propria vita l’adesione a Cristo, a partire dai missionari», dice Maria Luisa Coppola, presidente del Serra International Italia, che si mostra visibilmente entusiasta per l’impegno del Serra International al servizio della Chiesa nel campo delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. «Essere serrano significa accompagnare il cammino di tanti giovani, accettando la sfida dei tempi moderni. Vogliamo intessere un rapporto sincero con i giovani che vogliono assecondare la propria vocazione», precisa Coppola.

L’attenzione però non si limita ai seminaristi e novizi di tutta Italia. La vocazione per i serrani ha una triplice dimensione: il matrimonio, la valorizzazione del proprio talento e, in modo più ampio, il cammino verso il trascendente.

Le sfide. «Vogliamo segnare un solco per tutti i serrani», è l’ambiziosa missione che Maria Luisa Coppola ha dato al congresso. 3 le sfide contemporanee: la comunicazione (con i nuovi linguaggi per veicolare il nuovo umanesimo), la famiglia (minacciata dalle teorie gender), la cura del bene comune (con riferimento alla Laudato Si’ e all’Amoris Laetitia). «Ci sentiamo come una goccia nel mare», Coppola cita madre Teresa di Calcutta, prossima alla canonizzazione, per assicurare che i serrani sono ambiziosi ma mantengono i piedi per terra.

L’attenzione ai giovani è resa visibile dall’opera d’arte che è il manifesto del congresso. Opera di Nicola Lisanti  seerra2realizzata con il pastello, una tecnica voluta dall’artista perché vicina alla creatività dei bambini. «I bambini amano il pastello perché tutto avviene per sfregamento», spiega Lisanti, conosciuto dai giovani materani per essere stato professore di disegno del liceo scientifico Dante Alighieri. «Due bambini, ritratti festanti, gioiosi, li vedo proiettati verso una luce accogliente, direi divina», spiega l’artista materano. Un bambino che gioca con un aquilone, l’altro che suona una campana. Le braccia che tendono verso il cielo si incrociano mostrando la via della salvezza.

Il programma. La preghiera iniziale darà l’avvio ai lavori congressuali. Domani alle 16 attesa per la relazione del cardinale José Saraiva Martins, che sarà seguita alle 16.20 dall’intervista a mons. Dario Viganò, prefetto per la Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, a cura di Mimmo Muolo direttore de “Il Serrano”. In serata concerto dei vincitori del concorso musicale. Sabato spiccano gli interventi di mons. Nico Dal Molin, direttore Ufficio nazionale pastorale vocazionale, e Vincenza Palmieri, presidente Inpef (Istituto nazionale pedagogia familiare), materana di nascita. Sarà anche il giorno della relazione conclusiva di Maria Luisa Coppola che segnerà il passaggio di consegne al nuovo presidente Manuel Costa. Domenica messa in cattedrale alle 12, presieduta da Antonio Giuseppe Caiazzo arcivescovo di Matera.

 

Alessandro Giuseppe Porcari

@paceinterra_it

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