Rivoluzione eolica nel Mare del Nord: 5 mega centrali in 5 anni. Galletti: «Non escludo impianti nei nostri mari»

 

I Paesi Bassi lanciano la sfida al Regno Unito per diventare leader nella produzione di energia eolica nel Mar del Nord. Assegnati alla danese Dong Energy i lavori per la costruzione della più grande centrale eolica d’Europa (700 MW), a cui seguiranno altri 3 impianti. In totale la produzione di energia eolica del Paesi Bassi passerà da 1.000 MW a 4.500MW entro il 2023.

«Sarà costruita con un risparmio di 2,7 miliardi di euro. Non solo. La produzione di energia sarà superiore del 22,5% di quanto preventivato, una svolta per la transizione verso le energie rinnovabili», dice Henk Kamp, ministro dell’Economia olandese, che promette 10mila posti di lavoro, tra gli impiegati nella costruzione e quelli nel funzionamento.

Così un milione di appartamenti olandesi saranno alimentati da energia rinnovabile. Nulla in confronto a quanto promesso dal Regno Unito dove le ambizioni spingono a prevedere che nei prossimi anni tutte le case del Regno saranno alimentate da energia eolica, grazie ad un nuova mega centrale che affiancherà l’attuale impianto più grande al mondo: il London Array, alla foce del Tamigi. 175 turbine per una potenza installata di 630 MW.

Risparmi per 2,3 miliardi di euro. Dong Energy ha vinto la gara con un’offerta di appena 7,27 centesimi di euro per kWh (il prezzo massimo della gara era fissato a 12,4 centesimi). Così il governo e i cittadini dei Paesi Bassi avranno un radicale risparmio.

«Non escludo impianti eolici nei mari italiani», dice il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti rispondendo ad una nostra domanda in occasione di un convegno a Cracovia (Polonia). Saranno le imponenti pale eoliche in mare il prossimo terreno di scontro tra governo e ambientalisti? La mappa dei venti italiana infatti vede in prima linea i mari della Sardegna meridionale, della Sicilia sud-occidentale e il Mar Jonio. Gli esperti dicono che non ci sarà nessun impatto ambientale perché le pale vengono collocate oltre la linea dell’orizzonte. Ma a Cracovia qualcuno timidamente ammette: il paesaggio costiero dei Paesi Bassi e dell’Italia sono molto diversi. Come a dire che anche sulle rinnovabili ci sarà battaglia. In mare aperto.

Alessandro Giuseppe Porcari

 

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