Renzi su Matera2019: «Il treno? Da Bari»

«Tecnicamente non ci arrivi». Matteo Renzi sembra un Carlo Levi 2.0 quando tocca il tema decennale dell’isolamento di Matera. Lo fa pubblicamente nella videochat #Matteorisponde su Facebook e Twitter, dopo aver colto l’invito a parlare di Matera2019 e infrastrutture che è venuto anche da @paceinterra_it. La risposta del premier non si è fatta attendere.

«Se fai la Capitale della cultura a Matera e non ti preoccupi di come arrivarci sei poco credibile» spiega il presidente del Consiglio. «Arrivare a Matera da Bari è impossibile o quasi» ammette il premier, ignorando che l’asse Matera-Bari sia dai tempi del fascismo il collegamento più sviluppato per raggiungere i Sassi. «Abbiamo stanziato i fondi per migliorare i collegamenti con Bari, su strada, ma il problema è la tangenziale e svincolo di Altamura, su cui stiamo lavorando», parole che non aggiungono nulla di nuovo a quanto già noto, perché si  tratta di un asse stradale che prima di risolvere l’isolamento di Matera (Basilicata) si propone di collegare l’entroterra barese (Altamura) con il capoluogo della Puglia. Insomma, Matera2019 c’entra poco.

Il nodo però è la ferrovia. E qui Renzi si supera: «Il grande tema del treno: la Bari-Matera». Incuriosisce che Renzi parli solo dell’asse Matera-Bari, che lascia intendere quali siano le reali prospettive di sviluppo della città dei Sassi. La strategia del governo è rafforzare i treni delle Ferrovie Appulo Lucane, che collegano Matera-Bari in 1 ora e mezza per fare 70 chilometri (domenica e festivi il servizio ferroviario è sostituito da pullman). È un servizio attivo dal 1915 e potenziato dal fascismo. Il premier non contempla la possibilità che Matera possa raggiungere Roma per la strada più breve, ossia per l’asse Ferrandina-Potenza, che Renzi evidentemente ignora nonostante la ferrovia Matera-Ferrandina sia una delle grandi opere incompiute italiane. Per completarla servirebbero 200milioni di euro, a fronte dei 300 milioni di euro spesi per il referendum del 17 aprile che Renzi non ha voluto accorpare alle amministrative, sperperando denaro pubblico. Non c’è dunque la volontà politica, perché i fondi, quando Renzi vuole, riesce a trovarli.

Una speranza a questo punto potrebbe venire dalla Puglia, con un collegamento ferroviario che si connetta alla rete Altamura-Gioia del Colle, ormai soppressa e sostituita da un servizio di autobus in convenzione con Trenitalia. La speranza di Matera è tutta nella mani del presidente Michele Emiliano e non è un caso che il direttore di Matera2019 Paolo Verri sia allo stesso tempo a capo di Pugliapromozione.

Nessun accenno a quanto il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri ha più volte annunciato, l’autostrada Ferrandina-Matera-Gioia del Colle, che evidentemente è un sogno materano e nulla di più perché il premier stesso ricorda il recente incontro con il sindaco a Roma, dopo aver rinviato per la seconda volta la visita a Matera per problemi politici nazionali (referendum e inchiesta sul petrolio). Quale è il reale accordo tra Renzi-De Ruggieri? Il mistero durerà poco perché per i cantieri servono anni e al 2019 mancano appena 32 mesi.

Non mancano gli slogan renziani: «Matera è cultura, investimenti e innovazione». E ancora: «Matera è cruciale, serve un grandissimo programma culturale, è un pezzo della scommessa sul Sud ma senza infrastrutture non saremo in grado portare persone e offrire un servizio efficiente ai cittadini». Da Bari ovviamente, perché la macroregione porterà Matera in Puglia.

Alessandro Giuseppe Porcari

@paceinterra_it

 

 

 

 

 

 

 

 

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