Referendum, gli italiani affossano Renzi

Una valanga di No. Gli italiani travolgono Matteo Renzi: un netto 59,11% contro la riforma scritta dal presidente del Consiglio. Il colpo è stato talmente forte che l’ex sindaco di Firenze ha annunciato le dimissioni subito dopo la chiusura dei seggi. L’affluenza record 65,47% (contro il 52,46% del referendum del 2006 quando il 61,29% degli italiani bocciò la riforma voluta dal centro-destra) non lascia spazi a giustificazioni. Renzi e il suo governo hanno fallito. Anni buttati al vento per l’errore di personalizzare la Costituzione, come se la democrazia possa essere patrimonio di uno schieramento politico. Ancora una volta l’Italia non riesce a rendere più snello il bicameralismo paritario per l’incapacità di trovare un largo consenso tra le forze politiche, così come avvenne nell’Assemblea Costituente.

Si dimette Renzi ma i renziani restano saldamente al loro posto. Se è vero che la riforma Renzi-Boschi è stata scritta dal governo, è anche vero che è il Parlamento ad averla approvata. L’Italia entra quindi nel paradosso di avere un governo che si dimette perché gli italiani hanno bocciato la madre di tutte le riforme, mentre la maggioranza parlamentare che l’ha approvata resta saldamente al suo posto, nonostante non sia più espressione della maggioranza degli italiani. La logica democratica di qualsiasi Paese civile porterebbe a nuove elezioni per il rinnovo del Parlamento. In Italia invece Matteo Renzi e la maggioranza in Parlamento che lo sostiene hanno riformato la legge elettorale solo della Camera dei deputati, scommettendo sulla vittoria del referendum costituzionale. Un azzardo che ora rende evidente la follia del Partito Democratico. L’Italia si trova con due leggi elettorali: al Senato, la legge Calderoli con le correzioni della Consulta (il Parlamento infatti è stato eletto con una legge incostituzionale), alla Camera l’Italicum voluto da Renzi su cui pende anche il giudizio di incostituzionalità della Consulta.

Così tornare al voto non è possibile, perché sarebbe troppo alto il rischio di avere due maggioranze tra Senato e Camera. Per l’azzardo del premier Matteo Renzi si apre quindi una fase di grande incertezza. L’Italia ha bisogno di un nuovo governo che però sarà sempre sostenuto da una maggioranza ormai evidentemente non legittimata dagli italiani. Il referendum ha quindi aperto la campagna elettorale. Più durerà e più sarà aspra, con il rischio che diventi violenta. Movimento 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia hanno già annunciato il ricorso alla piazza. Dopo la massacrante campagna referendaria che ha diviso il Paese, l’Italia subirà ancora mesi di confusione politica che minerà la credibilità internazionale e rischia di impattare duramente sulla crescita economica del Paese nel 2017.

 

Alessandro Giuseppe Porcari

@paceinterra_it

 

 

 

 

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