Olimpia Bawer, Franco Del Moro: «Voglio vedere il sorriso, sempre»

«La Bawer è un patrimonio di Matera e va difesa in A2». Franco Del Moro si presenta come Direttore generale dell’Olimpia Bawer. 57 anni tra pochi giorni, marchigiano come il coach Luigi Gresta che Del Moro ammette di conoscere da tantissimi anni e con cui ha un buon rapporto: «Mi piaceva il suo modo di allenare quando lo seguivo a Jesi. So che sta soffrendo per questa situazione, ho letto delle sue dimissioni, parlerò al più presto con lui e gli chiederò di restare lucido perché dobbiamo prendere un cammino positivo».

Il calendario di A2 certo non favorisce la gioia, domani al PalaSassi c’è la capolista Brescia, mentre sabato 23 gennaio c’è l’anticipo serale contro il Treviso. «Non voglio sembrare un pagliaccio con questo sorriso, ma l’entusiasmo è coinvolgente e solo così possiamo salvarci», chiarisce Del Moro che vuole vedere nella squadra la stessa passione che ha percepito nei dirigenti, a partire da Michele Vizziello, la storia dell’Olimpia. «La Bawer mi ha convinto soprattutto perché non ha pensato solo a mettere in piedi un roster nuovo, ma ha chiamato un dirigente che possa mettere in piedi una struttura, con delle gerarchie chiare per guardare avanti», chiarisce il direttore generale.

Del Moro sembra avere i piedi per terra. «La situazione è già abbastanza compromessa, è sotto gli occhi di tutti, non so per quale motivo, sicuramente si è sbagliato qualcosa nella programmazione», ammette l’ex presidente della Scavolini Pesaro, «Datemi un po’ di tempo per capire quali sono i problemi ma so già che devo dare gas alla squadra». Il presidente Pasquale Lorusso chiarisce il mandato di Del Moro: «Misurare la nostra crisi e programmare il futuro, passando per l’obiettivo della salvezza in A2, un campionato che per noi era nuovo, mentre ci sono società che vi militano da anni».

Il mea culpa non manca, con professionalità: «Abbiamo sbagliato l’acquisto di alcuni elementi. Avevamo due strade: continuare così, oppure fermarci e rivedere per quanto possibile il nostro cammino. Anche le esperienze negative hanno contribuito a creare una coscienza nuova che oggi ci ha portato a fare scelte, come l’arrivo a Matera di Franco Del Moro», ammette il vicepresidente Rocco Sassone.

Il nuovo direttore generale affiancherà i dirigenti del passato, non inizia dunque una stagione di “pulizia interna”, nessuno sarà messo da parte, anzi Del Moro sarà una guida, un formatore.

La sfida salvezza è difficile. «Sappiamo che parlare di retrocessione non è un tabù», dice Sassone, ma Del Moro lo conforta: «Nel caso sciagurato della retrocessione, dovremo dare credito a questa società di averle provate tutte. Per me la retrocessione sarà comunque un cammino per un grande futuro, di cui ora stiamo mettendo le basi».

Emerge subito una doppia visione temporale: l’immediatezza della salvezza e la necessità di tempi più lunghi per costruire un futuro di alto livello. «Non faremo nulla di affrettato» dice Del Moro che poi si corregge: «Certo, il tempo stringe». Il paradosso è dover fare tutto con calma, in poche settimane. «Consiglio a tutti un corso di yoga per superare questo momento», ironizza Sassone. Del Moro condivide e ribadisce: «Con il sorriso, questo momento sarà più facile da sopportare».

Per pura fatalità la missione salvezza della Bawer è totalmente nelle mani delle Marche. Marchigiani coach e direttore generale che hanno di fatto in mano la campagna acquisti e il rilancio della squadra, marchigiane Jesi e Recanati, le due formazioni con cui la Bawer dovrà fare i conti per la salvezza. Senza il loro crollo in campionato, il recupero sarà impossibile. Domenica 24 c’è già lo scontro diretto Jesi-Recanati. Se la Bawer non dovesse vincere a Treviso, perderà già sicuramente due punti contro una diretta avversaria. Poi Jesi sarà a Matera, e così già sapremo se l’ex squadra di Gigio Gresta sarà in corsa per la salvezza o avrà già preso il largo. I tifosi intanto si preparino a sorridere, sempre.

 

Alessandro Giuseppe Porcari

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