Matera, ventimila euro per cambiare il logo del 2019. La città si ribella

Logo che vince si cambia. La strategia comunicativa dei grandi eventi internazionali è questa: si fa un logo di candidatura, con l’obiettivo di diffonderlo il più possibile. Poi, in caso di vittoria, lo si modifica con l’obiettivo di fare profitti sui diritti di utilizzo per prodotti commerciali. È questo il piano anche di Paolo Verri, direttore della Fondazione Matera-Basilicata2019, che vuole cambiare il logo della candidatura di Matera a capitale europea della cultura.

Nel 2011 il costo del logo vincente era stato di appena 4mila dollari, poco più di 2.000 euro, perché un euro valeva 1,40 dollari. Ora, per modificarlo si offrono 14mila euro per il vincitore, più 3mila euro per due premi di consolazione. Totale: 20mila euro. Ma le polemiche non sono tanto sullo spreco di denaro pubblico, quanto nel sentimento di amore che ormai lega la comunità materana al logo che ha segnato il secondo riscatto culturale della città (dopo il titolo di Patrimonio Unesco).

La maggioranza in Consiglio comunale di Matera chiede la convocazione con urgenza di una seduta per approvare un ordine del giorno in cui si chiede formalmente di ritirare il bando. Alcuni cittadini hanno promosso una raccolta di firme contro il cambio del logo e la mancata partecipazione della città alle attività della Fondazione responsabile della realizzazione del dossier culturale. Il risultato: 1.800 firme con documento di identità in poche ore, in una cittadina di 60mila abitanti. Infine, per ultimo, si è aggiunto il Partito Democratico, con l’ex sindaco Salvatore Adduce che consiglia di procedere ad un restyling del logo, una soluzione già proposta da molti (quindi tardiva), ma non prevista dal suo braccio destro Paolo Verri. Adduce ne approfitta per scagliarsi contro le modifiche allo statuto della Fondazione, che aumenta il numero di consiglieri di amministrazione e di direttori, mettendo in minoranza di gestione proprio Verri. Nessun appunto invece al bilancio non pubblicato online in questi anni (si attende il 2013, 2014 e 2015), sul mistero di contratti e stipendi, perché la trasparenza nella gestione dei soldi pubblici non è fonte di preoccupazione. L’accusa più forte è verso l’attuale sindaco Raffaello De Ruggieri, reo di essersi dimesso da presidente della Fondazione Matera-Basilicata2019 per incompatibilità di cariche, che invece stranamente Adduce da primo cittadino non aveva. Sì, a Matera dimettersi da un incarico è una colpa politica e le leggi dell’Anticorruzione sono interpretabili.

Dichiarazioni alla mano, tutti adesso sono contro il cambio del logo. L’unico che dovrebbe essere ancora a favore è solo Verri, che isolato dalla politica materana dovrebbe abdicare e ritirare il bando. Lo farà? Intanto i creativi di tutto il mondo sono al lavoro, con il concorso che scade il 15 marzo. Se quindi il bando non sarà fermato nei prossimi giorni, per loro si profila un mese di lavoro inutile. Se volete rischiare, ecco tutti i dettagli del bando

Alessandro Giuseppe Porcari

@paceinterra_it

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