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L’occupazione cala, Renzi è sereno

L’occupazione torna a calare. Per l’Istat a giugno lavorano poco meno di 22,3 milioni di italiani, con un calo di 22 mila unità rispetto al mese precedente. Matteo Renzi ostenta però sicurezza. «Siamo sulla strada giusta» ripete in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Dati alla mano, non c’è dubbio che abbia ancora molti margini per “stare sereno”.

Matteo Renzi è infatti arrivato a Palazzo Chigi con un ribaltone interno al Partito Democratico. Una crisi extraparlamentare ai danni del premier Enrico Letta, maturata e conclusa all’interno del principale partito di governo, di cui Renzi resta segretario. L’ex sindaco di Firenze per rischiare la sfiducia avrebbe bisogno di tornare ai livelli del governo Letta, ossia dovrebbe perdere più di 100 mila lavoratori rispetto ai dati allarmanti del mese scorso. Un crollo francamente impossibile da immaginare.OCCUPAZIONE

Molto più problematico il confronto con l’ultimo governo Berlusconi, quello dello spread impazzito che obbligò il leader di Forza Italia alle dimissioni. Dopo il crollo dell’occupazione dovuto alla crisi finanziaria globale (mezzo milione di occupati in poco più di un anno), il governo riuscì a mantenere l’occupazione sopra i 22,5 milioni, oltre 200mila lavoratori in più rispetto a Renzi. Un secondo crollo dell’occupazione si ebbe infatti con le riforme del governo tecnico di Mario Monti. A novembre 2011, mese delle dimissioni di Silvio Berlusconi l’occupazione era esattamente a 22.516.926, contro i 22.265.759 della fine del governo Monti. Un confronto che avrebbe già portato Renzi alle dimissioni, se solo il centrodestra non avesse deciso di sostenere il suo governo.

 

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