L’Isis cambia strategia mediatica

Lo Stato islamico si autocensura. Dai vertici del gruppo terroristico arriva un ordine preciso: meno dettagli nei video delle condanne a morte per «non colpire i sentimenti dei musulmani e soprattutto dei bambini».

L’appello rimbalza tra i media arabi e su Twitter. I nuovi video dovranno riprendere solo l’inizio e la fine delle esecuzioni, che lo Stato islamico filma  e diffonde per creare «orrore e paura nei nemici». Per i terroristi, basterà questo per rendere i video più accessibili al grande pubblico.

L’ordine del califfo, che risalirebbe ad alcune settimane fa,  sembra già recepito dai filmati diffusi negli ultimi giorni, dove i boia si dilungano nel preparativo delle decapitazioni, con preghiere e minacce, mostrando alla fine solo il corpo del condannato martoriato dall’esecuzione.

Se al califfato stanno a cuore i sentimenti dei bambini spettatori dei video, nessun divieto nel loro utilizzo come boia. Sono anzi proprio i più piccoli i protagonisti degli ultimi filmati, con un obiettivo preciso: educare alla Guerra Santa e assicurarsi combattenti nei prossimi decenni.

boia
Isis, un bambino boia sgozza un condannato a morte. 16 Luglio 2015