L’Isis al Colosseo

Una bandiera dello Stato Islamico davanti al Colosseo. Bastano pochi minuti per scoprire il mondo dell’Isis su Twitter: oltre 300 account con teste mozzate, bandiere nere, fucili. Moltiplicati per i follower si superano i 30mila account. Basterebbe che un account su dieci corrispondesse ad un terrorista per avere una carneficina.  Si era parlato di guerra informatica all’Isis, poi sono arrivate le minacce di morte al fondatore di Twitter, Jack Dorsey, e ai suoi dipendenti.

Tutto sembra immutato: uno strumento di democrazia resta il più efficace canale per la propaganda islamista. Pochi minuti, mi fermo qui.

 

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