La Grecia è la patria della democrazia?

La Grecia è la patria della democrazia». La retorica politica per il referendum sull’Europa ci ha portato ad idealizzare l’antica storia di Atene. Eppure la Repubblica Ellenica ha riconosciuto il diritto di voto alle donne solo nel 1952. La mappa mostra in rosso i paesi dove il suffragio femminile era legge, prima del 1952, quando la Grecia riconobbe senza vincoli il diritto di voto alle donne. La democratica Grecia era già stata anticipata da gran parte dei Paesi del mondo, facendo eccezione per l’Africa colonizzata e per alcuni Paesi islamici.

A dire il vero la Grecia nel 1930 aveva riconosciuto il diritto di voto alle donne, ma solo per le elezioni amministrative ed escludendo le analfabete. Era tuttavia in ritardo rispetto a molti Paesi europei. Per fare un esempio il regime fascista riconobbe il diritto di voto alle donne per le sole elezioni amministrative nel 1925, anche se poi la legge non fu applicata.

Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio, Austria, Ungheria, Russia, Paesi baltici e scandinavi, la Polonia avevano riconosciuto il diritto di voto alle donne già prima del 1920. Per la Grecia un ritardo di 32 anni, troppi per considerare il referendum del 5 luglio una lezione della «patria della democrazia».

 

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