Istat: gli italiani non si sposano più

Vecchia e single. L’Italia naviga verso il disastro demografico. I dati dell’Istat non lasciano dubbi: in 7 anni, il Paese ha perso 1,3 milioni di giovani tra 16-34 anni. In aggiunta, nella stessa fascia d’età, crollano i matrimoni. Dal 2008 al 2014, calano del 25% le prime nozze di giovani cittadini italiani. In totale, i matrimoni nel 2014 sono stati 189.765 (contro gli oltre 246.000 del 2008).

Due fenomeni sociali strettamente collegati. Meno famiglie, meno figli, meno matrimoni e viceversa, avanti fin quando non ci accorgeremo che senza giovani e senza famiglie i conti pubblici diventeranno insostenibili. Un’emergenza che agli ultimi governi italiani non interessa.

Il drammatico calo demografico dei giovani e del numero dei matrimoni si mischia con la secolarizzazione del rito. Se nel 1995 una sola regione (il Trentino-Alto Adige) aveva una quota di matrimoni civili di italiani superiore al 20%, venti anni dopo, solo quattro regioni si trovano al di sotto di tale soglia, tutte appartenenti al Mezzogiorno: Puglia (17,9%), Molise (17,3%), Basilicata (12,3%) e Calabria (10,9%). In media, i primi matrimoni di rito civile sono il 28% del totale (nel 2008 erano il 20%). A Bolzano già si sfiora il 50%. In testa troviamo Toscana (46,79%), Friuli-Venezia-Giulia (45,9%), Liguria (42,8%), Emilia-Romagna (42,2%). A Roma e nel Lazio un matrimonio (prime nozze) su tre è celebrato con rito civile.

Vecchia, single, non cristiana. Serve una svolta, o questa Italia non avrà futuro.

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