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Il Pd inciampa su Matera2019

Povero Salvatore Adduce, gli hanno fatto le scarpe. La giunta che ha guidato Matera al titolo di Capitale europea della cultura 2019 è stata sconfitta.

Un risultato clamoroso, apparentemente. Con la vittoria di Matera in campo europeo, la poltrona della città dei Sassi era diventata troppo calda. Per la prima volta nella storia, essere sindaco di Matera significa avere un ruolo internazionale. Così contro l’ex parlamentare si sono scatenate le eminenze grigie della città, provenienti da cultura e imprenditoria. La prima rappresentata da Raffaello De Ruggieri, che ha dedicato gran parte dei suoi 80 anni di vita allo studio, tutela e divulgazione del patrimonio materano. Un curriculum impressionante, basti ricordare che negli anni ’60 fece la ricognizione di tutte le chiese rupestri, scoprendo la Cripta del Peccato originale, ribattezzata la “Cappella Sistina dell’arte rupestre”. E avanti senza sosta con libri, mostre, musei, fondazioni culturali.

L’imprenditoria invece ha schierato Angelo Tortorelli, presidente della Camera di Commercio e vice presidente nazionale del Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, già consigliere comunale e assessore all’Ambiente tra il 1986 e il 1993. Con lui il 13% dei materani, meno di quanto atteso, ma abbastanza per rendere necessario il doppio turno elettorale, condizionando l’esito del ballottaggio.

Tortorelli e De Ruggieri, candidati a sindaco nel primo turno, hanno rinfacciato ad Adduce di essersi preso il merito della vittoria di Matera2019, un successo ottenuto con la partecipazione di tutti i materani. L’alleanza al ballottaggio ha cambiato gli equilibri in una città parte di un sistema politico regionale paragonabile alla Toscana e all’Emilia-Romagna: candidarsi a sinistra è già una vittoria.

Infine non si possono dimenticare le fratture interne al Partito democratico: i renziani hanno fatto di tutto per convincere Adduce a non ricandidarsi. Ma il passo indietro del sindaco di Matera2019 era politicamente ingiustificabile, così la direzione locale lo aveva acclamato candidato unico della sinistra. I malumori però sono rimasti e le conseguenze elettorali sono evidenti: Adduce incassa al ballottaggio 1500 voti in meno rispetto al primo turno.

Per l’ex sindaco tutto è finito nel momento più bello. I materani gli hanno sbattuto la porta in faccia, come i milanesi fecero con Letizia Moratti che a Milano portò l’Expo. Ironia della sorte, Expo e Matera 2019 hanno un importante punto in comune: Paolo Verri, direttore del comitato Matera 2019 e direttore del palinsesto eventi e i contenuti espositivi del Padiglione Italia di Milano 2015. «Verri è un piemontese calato da ambienti ideologici ben definiti. Ha bocciato la nostra proposta di realizzare il museo demoetnoantropologico nei Sassi di Matera, dicendo che bisogna fare il museo digitale, è un pazzo», aveva detto l’ex senatore Nicola Buccico, ultimo sindaco di centrodestra di Matera, durante il comizio elettorale a sostegno di De Ruggieri.

Adduce ha cercato di vincere solo contro tutti, circondandosi di un consenso esterno alla città. Eppure, le scorse elezioni del 2010 avrebbero dovuto consigliargli maggiore prudenza, visto il risicato risultato: al ballottaggio vinse con 179 voti di differenza, contro Angelo Tosto, il patron della televisione locale. Il Pd passa dal governo della città ad appena 5 seggi su 32 consiglieri provenienti in gran parte da liste civiche. Il centrodestra infatti vince nascondendosi. Non c’è il simbolo di Forza Italia, né Ncd, né Fratelli di Italia. Era l’unico modo per spostare il voto dell’elettorato di centrosinistra, ma è una prova di quanto fragile sia questa vittoria, dove tanti potranno recitare la parte dei franchi tiratori, per assicurarsi un po’ di visibilità. Un rebus da risolvere in cinque anni, perché nel 2020 sarà scontata la staffetta De Ruggieri – Tortorelli.

Cosa farà Adduce ora? Difficile pensare che abbia la forza per 5 anni di opposizione. Ora è evidente che il Pd materano non lo riconosce come leader e Adduce dovrà farsene una ragione. Forse Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata gli riserverà una poltrona in giunta, oppure il nuovo sindaco De Ruggieri lo accontenterà con un ruolo di rilievo nell’organizzazione di Matera2019. Una vera e propria pax romana.

Alessandro Giuseppe Porcari

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