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Il Papa agli Usa: fermate pena capitale e commercio di armi

Abolire la pena di morte e fermare il commercio di armi. Nel primo discorso di un Papa al Congresso degli Stati Uniti, Francesco mette il dito nelle due principali piaghe della democrazia statunitense.

Gli applausi fino ad allora caldi e rumorosi per un discorso che stava celebrando “il sogno americano”, e gli Stati Uniti come «patria della libertà», si fanno improvvisamente più discreti. L’imbarazzo è evidente: colpire la pena di morte e il mercato delle armi significa creare problemi a gran parte degli eletti nel Parlamento Usa.

La pena di morte è da sempre uno dei pilastri della giustizia statunitense. Per molti la sentenza capitale è ancora considerata il trionfo della giustizia. Candidarsi e dire il contrario, in certi Stati, significa perdere a priori. Tuttavia, il movimento abolizionista si sta lentamente affermando (35 esecuzioni nel 2014, 19 dei 50 Stati l’hanno già abolita), così il Papa ha colto al volo l’opportunità di rompere gli equilibri esistenti. Sotto il profilo diplomatico non è un passo semplice: la Santa Sede entra in una questione che per molti Paesi è considerata interna, un argomento che non deve rientrare nelle preoccupazioni di altri Stati. Per un Papa sarebbe assolutamente impossibile usare gli stessi toni in altri Paesi.

Secondo dito nella piaga: le guerre nel mondo sono segnate dal nostro colpevole silenzio. «Perché vendiamo armi a chi provoca sofferenza? Per denaro intriso di sangue innocente», dice Francesco. Un cambio di prospettiva. Non chiede di lottare contro il terrorismo con nuove armi, interventi militari. Chiede qualcosa di più radicale: evitare che chi combatte possa armarsi. Avrebbe potuto chiedere il sostegno degli Stati Uniti contro l’Isis che massacra i cristiani, invece sa bene (non dimentichiamo il rapimento del gesuita Paolo Dall’Oglio) che il terrorismo islamico è alimentato dalle armi dell’Occidente. La soluzione alla guerra è persino banale: non vendere armi a chi combatte. In realtà è un elegantissimo schiaffo: le aziende di armi sono infatti le grandi finanziatrici delle campagne elettorali di tanti eletti a Capitol Hill.

 

@paceinterra_it

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