Il Kenya avrà la centrale nucleare

Il Kenya ha vinto la sua battaglia: avrà l’energia nucleare. Firmato l’accordo con la Cina per la costruzione di un impianto nucleare da 1.000MW che sarà operativo entro il 2025. Lo stesso impianto sarà poi potenziato entro il 2033 ed arriverà a 4.000MW. L’accordo è parte di un complesso piano di sviluppo energetico per rispondere alla crescente domanda di elettricità. Non sembrano bastare le fonti rinnovabili (soprattutto idroelettrica, geotermica ed eolica): entro il 2033, il Kenya avrà una capacità produttiva di circa 19.000MW, di cui il 21% verrà dall’atomo. Attualmente invece Nairobi dispone di una capacità produttiva di appena 2.300MW.

Il piano nucleare comprende anche collaborazioni con la Slovacchia e il Sud Corea. Nel paese asiatico sono ospitati 10 studenti africani per studiare ingegneria nucleare. Non è mancato il sostegno dell’Iaea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica che non sembra assolumente preoccupata per la stabilità sociale e politica a causa degli attentati degli estremisti islamici: tra 10 anni, Nairobi sarà il secondo Paese subsahariano ad aver aderito al club dell’atomo, dopo il Sudafrica.

Sete di energia. In Kenya solo il 30% dei cittadini ha a disposizione energia elettrica. Nelle aree rurali si scende al 20%. La popolazione è stimata in 46 milioni di abitanti, per il 60% sotto i 24 anni, ma la Banca Mondiale prevede un incremento di un milione di persone l’anno, 3.000 al giorno. Così nel 2050, il Kenya avrà più di 80 milioni di abitanti.