Francesco ai giovani: «La Via della croce è la via della felicità»

CRACOVIA – Dolore e speranza, sconfitta e rinascita. Papa Francesco indica ai giovani della Giornata mondiale della gioventù la via del cristiano: la Croce di Gesù. «Dov’è Dio, quando malattie spietate rompono legami di vita e di affetto? O quando i bambini vengono sfruttati, umiliati, e anch’essi soffrono a causa di gravi patologie? Dov’è Dio, di fronte all’inquietudine dei dubbiosi e degli afflitti nell’anima?», chiede Francesco ripercorrendo uno dei grandi misteri della vita dell’uomo. «Esistono domande per le quali non ci sono risposte umane», spiega Francesco, «La risposta di Gesù è questa: “Dio è in loro”, Gesù è in loro, soffre in loro, profondamente identificato con ciascuno. Egli è così unito ad essi, quasi da formare “un solo corpo”».

Le parole del Papa al termine della Via Crucis con i giovani di tutto il mondo sono un sigillo al pellegrinaggio nel dolore. Prima la preghiera silenziosa per le vittime dei campi di Auschwitz e Birkenau. «Signore, abbi pietà del tuo popolo! Signore, perdono per tanta crudeltà!», sono le parole scritte nel Libro d’Onore. Gli ha fatto eco il rabbino con il canto in ebraico del Salmo 130 con cui Israele invoca il perdono di Dio. Poi l’incontro con il dolore dei bambini dell’ospedale pediatrico universitario di Cracovia. «La nostra società è purtroppo inquinata dalla cultura dello “scarto”, che è il contrario della cultura dell’accoglienza. E le vittime della cultura dello scarto sono proprio le persone più deboli, più fragili; e questa è una crudeltà», ha detto Francesco. L’invito ai cristiani è stare accanto ai malati alla maniera di Gesù: con il silenzio, con una carezza, con la preghiera. 

Il dono di sé. «Di fronte al male, alla sofferenza, al peccato, l’unica risposta possibile per il discepolo di Gesù è il dono di sé, anche della vita, a imitazione di Cristo; è l’atteggiamento del servizio. Se uno – che si dice cristiano – non vive per servire, non serve per vivere. Con la sua vita rinnega Gesù Cristo. Senza misericordia la persona non può fare niente, senza la misericordia io, tu, noi tutti non possiamo fare niente. Siamo chiamati a servire Gesù crocifisso in ogni persona emarginata, a toccare la sua carne benedetta in chi è escluso, ha fame, ha sete, è nudo, carcerato, ammalato, disoccupato, perseguitato, profugo, migrante. Lì troviamo il nostro Dio, lì tocchiamo il Signore. Ce l’ha detto Gesù stesso, spiegando quale sarà il “protocollo” in base al quale saremo giudicati: ogni volta che avremo fatto questo al più piccolo dei nostri fratelli, l’avremo fatto a Lui».

Seminatori di speranza. «La Via della croce non è una abitudine sadomasochistica; la Via della croce è l’unica che sconfigge il peccato, il male e la morte, perché sfocia nella luce radiosa della risurrezione di Cristo, aprendo gli orizzonti della vita nuova e piena. È la Via della speranza e del futuro. Chi la percorre con generosità e con fede, dona speranza al futuro e all’umanità. Chi la percorre con generosità e con fede semina speranza. E io vorrei che voi foste seminatori di speranza»

Segno dell’amore misericordioso. «Cari giovani, il Signore vi rinnova l’invito a diventare protagonisti nel servizio; vuole fare di voi una risposta concreta ai bisogni e alle sofferenze dell’umanità; vuole che siate un segno del suo amore misericordioso per il nostro tempo! Per compiere questa missione, Egli vi indica la via dell’impegno personale e del sacrificio di voi stessi: è la Via della croce. La Via della croce è la via della felicità di seguire Cristo fino in fondo, nelle circostanze spesso drammatiche del vivere quotidiano; è la via che non teme insuccessi, emarginazioni o solitudini, perché riempie il cuore dell’uomo della pienezza di Gesù. La Via della croce è la via della vita e dello stile di Dio, che Gesù fa percorrere anche attraverso i sentieri di una società a volte divisa, ingiusta e corrotta».

 

Alessandro Giuseppe Porcari

@paceinterra_it

 

 

 

 

 

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