Ferrovia Matera-Ferrandina, Renzi ci ripensa: 210 milioni di euro in 6 anni

Galeotto fu il referendum costituzionale. A pochi giorni dal voto del 4 dicembre Matteo Renzi ci ripensa. I soldi per la ferrovia Matera-Ferrandina ci sono. Non c’erano nel Patto per la Basilicata, firmato in pompa magna a Matera con il presidente regionale Marcello Pittella. «L’opera non la vogliamo completare. All’epoca aveva un senso, ora no», aveva giustificato il governatore lucano mesi prima.

«Un progetto vecchio, impossibile completarlo per il 2019» aveva confermato poche settimane fa il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio. Per portare Trenitalia a Matera ci vorranno anni perché bisognerà adeguare la galleria ai nuovi standard di sicurezza. Tutto chiaro. Eppure nel giro di pochi giorni, ciò che era inutile o improbabile diventa necessario. La commissione Bilancio alla Camera approva così un emendamento che è la sintesi del lavoro fatto in questi mesi dai parlamentari lucani, pressati da una cittadinanza sempre meno tollerante verso il premier Renzi. In Parlamento erano tutti favorevoli alla ferrovia ma tutti in attesa che il governo si decidesse ad aprire le casse. Cosa abbia impedito a Matteo Renzi di inserire il progetto nel Patto per la Basilicata non sarà mai detto, forse l’unica ragione è quell’opportunità politica di piazzare il finanziamento proprio quando era più necessario, ossia a pochi giorni dal referendum per raccattare consensi nella città dei Sassi, dove pochi giorni fa il presidente del Consiglio è piombato con un elicottero militare.

Prima Matteo Renzi aveva parlato della necessità della ferrovia Matera-Bari, dimostrando di non conoscere il problema. A dargli ragione si era messo successivamente anche Paolo Verri, direttore della Fondazione Matera-Basilicata2019 che gli aveva ricordato che in realtà la ferrovia a Matera già c’è, ossia quella che in 1 ora e 40 minuti percorre i pochi chilometri che dividono Matera da Bari. Acqua passata. Improvvisamente i soldi ci sono, eccome. 210 milioni di euro (ma sappiamo già che ne serviranno di più per completare la tratta), stanziati in modo che possano essere dirottati in qualsiasi momento. 10 milioni di euro il prossimo anno, 32 milioni nel 2018, poi 42 milioni a partire dall’anno in cui Matera sarà capitale europea della cultura fino al 2022.  Con una trappola: il progetto che abbiamo in mano è vecchio, lo ha ammesso il ministro Graziano Delrio. Tradotto in cifre: lo stanziamento copre un costo non attendibile. E se lo stanziamento in sei anni è pari a 210 milioni di euro, vuol dire che se il nuovo progetto dovesse indicare maggiori costi il governo (Renzi o chi per lui visto che si voterà entro il 2018) dovrà decidere nuovi stanziamenti oltre il 2022, a una condizione: che i costi del nuovo progetto siano considerati economicamente sostenibili. Intanto il referendum e possibilmente le prossime elezioni politiche saranno passate.

Secondo i programmi la tratta sarà completata tra più di 6 anni, non pochi. Nel mentre il panorama dei collegamenti verso Matera sarà già cambiato drasticamente. L’anno prossimo sarà completata l’autostrada Matera-Bari, che dimezzerà i tempi di percorrenza verso la dorsale adriatica (per raggiungere in macchina o pullman il capoluogo pugliese e l’aeroporto basteranno 30 minuti). Sul fronte ferroviario c’è attesa per il treno diretto Fal Matera-Bari in un’ora, con tempi doppi rispetto al percorso su gomma. Per molti materani sarà più facile raggiungere Roma passando per Bari che non per Potenza. In attesa del 2022, Matera dovrà adattarsi alla stazione di Ferrandina per l’evento del 2019, una stazione disastrata che avrà bisogno di lavori urgenti per essere fruibile da un alto numero di persone. Chi pagherà? In effetti rifare la stazione di Ferrandina rientrerebbe facilmente nei costi della tratta Matera-Ferrandina e negli stanziamenti per Matera2019. Inoltre servono soldi per rafforzare la linea Roma-Potenza-Taranto, altrimenti i treni a Ferrandina e Metaponto non arriveranno (ancora fondi per Matera2019).

Buone notizie quindi, ma occorre vigilare. Per ora l’unica certezza è che si potrà rifare il progetto della tratta Ferrandina-Matera (basterà un anno?); definito il progetto allora bisognerà incrociare gli stanziamenti del governo Renzi con il costo aggiornato dei cantieri. Il popolo materano dovrà aspettare con calma il corso degli eventi, sperando che nessuno li abbia ancora ingannati. Bos lassus firmius figit pedem.

 

Alessandro Giuseppe Porcari

@paceinterra_it

 

 

 

 

 

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