Discarica chiusa. A Matera la Tari raddoppia

A Matera i rifiuti viaggiano in prima classe. “La mondezza turistica”, come la chiama il sindaco Raffaello De Ruggieri ha iniziato il suo viaggio dopo la chiusura della discarica di Matera, il 19 aprile 2015. Una soluzione obbligata, perché il Comune, allora amministrato dall’ex senatore Pd Salvatore Adduce, aveva programmato il dopodiscarica trasportando i rifiuti altrove, con un incremento dei costi mensili stimati in 400 mila euro, da aggiungere ai 546mila euro della discarica locale.

Raddoppiati i costi è raddoppiata la Tari, che a Matera grava per il 65% sulle utenze domestiche e al 35% sulle imprese. Così la batosta è finita soprattutto in testa a chi ha consumato meno.

L’errore nella gestione dei rifiuti è talmente madornale che si fa fatica a credere che possa essere avvenuto proprio nella Capitale europea della cultura 2019. I cittadini sono infuriati. Durante il consiglio comunale del 28 dicembre, alcuni di loro hanno scatenato una bagarre contro la Giunta del sindaco Raffaello De Ruggieri che in realtà ha ridotto i costi di gestione dei rifiuti rispetto a quanto preventivato dall’amministrazione precedente come è evidenziato dal grafico. rifiuti

Il tesoretto che si è accumulato ha però scatenato l’opposizione che pretendeva l’immediata restituzione ai cittadini della differenza con una riduzione della Tari 2015. Si arriva così al paradosso: la nuova giunta si è trovato sotto attacco per aver ridotto i costi del 30%, senza però averlo previsto in bilancio. Una prudenza dettata dalla complessità della materia.

Chiusa la discarica il 19 aprile 2015, la giunta Adduce aveva dirottato i rifiuti verso il termovalorizzatore di Melfi (240 euro a tonnellata) e verso la discarica di Pisticci (200 euro a tonnellata). Dopo due mesi è arrivata la sconfitta elettorale. La giunta del nuovo sindaco Raffaello De Ruggieri  si è insediata a metà luglio e ha dovuto far fronte al blocco arrivato dalla Regione per i trasferimenti dei rifiuti a Melfi, costringendo l’amministrazione a trovare immediatamente soluzioni alternative. Si è arrivati così a 90 e 110 euro a tonnellata con trasferimenti in Puglia (Massafra) e Calabria (provincia di Cosenza). In pochi mesi si è arrivati ad un risparmio di oltre un milione di euro. Se nel 2014, il costo delle gestione dei rifiuti a Matera è stato di 6.550.000 euro (con la discarica in casa), nel 2015 la previsione è stata di 11.450.00, per un costo effettivo che sarà di 10 milioni.

Il Comune, di fronte a tasse più che raddoppiate per i cittadini, ha deciso di rateizzare il pagamento della Tari 2015. Inoltre, chi avrà pagato di più nel 2015 tra gli utenti domestici avrà un “credito” verso il Comune da far valere sulla Tari 2016 che dati alla mano sarà sensibilmente più bassa. Si risolve così l’assenza di una strategia politica sul fronte ambientale. Un cambio di rotta che evidentemente dà fastidio a chi aveva programmato di mettere i bastoni tra le ruote.

La prova si è avuta in consiglio comunale, il 28 dicembre.  I cittadini più semplici, i pensionati, le famiglie con figli a carico e con disoccupati, le vittime degli errori di anni di amministrazione comunale sono state aizzate contro l’amministrazione comunale. Invece di portare serenità, c’è chi gioca a destabilizzare l’ambiente per trarne vantaggi elettorali. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.