You are here
Home > In evidenza > Brexit, il falso dramma del Regno Unito

Brexit, il falso dramma del Regno Unito

La sterlina e l’euro reggono la Brexit. La borsa londinese non crolla. La buona notizia è uno schiaffo alle previsioni drammatiche degli economisti che si erano affrettati a disegnare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea come un disastro economico.

Basta dare un’occhiata al cambio euro/sterlina. In questi giorni la sterlina si è svalutata, ma il cambio naviga attorno a 0,83, un livello già toccato nel 2010, 2011, 2012, 2013 e 2014. Nel 2009 invece le due monete avevano persino sfiorato la parità (0,95).

Non cambia la situazione alla borsa di Londra. L’indice generale della London Stock Exchange (Ftse All Share) ha superato nuovamente i 3.400 punti, un valore che da agosto 2015 ad oggi ha già toccato una trentina di volte, non poche, in un contesto che dovrebbe essere atipico, segnato da una crisi senza precedenti così come i sostenitori dell’Unione Europea avevano rappresentato la Brexit.

Il cambio sterlina/dollaro. L’unico vero impatto finanziario per Londra in questi giorni è una sensibile svalutazione nei confronti del dollaro. Il cambio sterlina/dollaro tocca il minimo in dieci anni (1,32). Se è vero che a giugno di due anni fa la sterlina toccò 1,71 sul dollaro, è anche vero che ad aprile 2015 era già a 1,45, mentre pochi mesi fa, a febbraio, era a 1,38 (3 centesimi in più di oggi). Per fare un paragone con l’euro, la sterlina sta seguendo lo stesso andamento pre-Brexit. Con una differenza: l’euro si mantiene a 1,11 sul dollaro, un valore attorno a cui l’euro naviga dal 2015. È interessante notare che se la svalutazione dell’euro sul dollaro è stata vista come una manna dal cielo per l’export europeo (e italiano), la svalutazione della sterlina stranamente viene rappresentata come una crisi economica dello sfaldamento dell’Unione Europea. In Gran Bretagna in realtà non dovrebbero essere così scontenti.

Lo shock della Brexit è politico. Se la finanza ha avuto una grande opportunità per speculare, l’Unione Europea si trova di fronte ad un pericolo. Se non si dovessero realizzare le drammatiche previsioni sulla crisi della Gran Bretagna, il fronte degli euroscettici si rafforzerà perché le minacce degli economisti sembreranno politicamente pilotate per influenzare il voto popolare. Inoltre l’immagine dell’Unione Europea come garanzia di benessere economico perderà credibilità, perché ci sarà chi dimostrerà che l’Unione non è poi così necessaria. In poco tempo anche il fronte euroscettico interno alla Gran Bretagna si rafforzerebbe e a quel punto sarebbe impossibile fermarlo. Gli europeisti hanno quindi poco tempo per dimostrare che l’Europa senza questa Unione Europea non possa esistere.

 

Alessandro Giuseppe Porcari

@paceinterra_it

 

 

Leave a Reply

Top