Baseball: intervista a Stefano Michelini

Bologna campione d’Italia. Il sogno del calcio, ma la realtà è del baseball. Stefano Michelini, presidente della Fortitudo, ha incassato l’ennesimo successo da presidente. Il tono della sua voce non tradisce: è al settimo cielo. «Stiamo ancora pensando a quello che abbiamo fatto. Questo è il momento per fermarsi e assaporare la vittoria», dice al telefono.

Stefano MicheliniPresidente, torna lo scudetto, ora bisogna riportare la Coppa Campioni

Nella prossima stagione ci sarà l’impegno europeo. È una sfida gravosa, si gioca in giugno quando il campionato si decide a settembre. Devi essere in splendida forma in due periodi differenti e non sarà facile centrare entrambi gli obiettivi. È un dato di fatto che la doppietta non la fa più nessuno da anni, ma non per questo abbandoneremo l’obiettivo di riportare la Coppa, che resta una priorità.

In cosa deve migliorare il suo Bologna?

C’è sempre da migliorare. I ragazzi hanno fatto il loro dovere, ora tocca a noi dirigenti rafforzare la squadra. Dobbiamo pensare all’attacco, al box battuta, anche se abbiamo sempre puntato sui lanciatori che sono la nostra forza. Ma dopo questo scudetto, chiedere qualcosa in più mi sembra anche difficile. I giocatori si impegnano, sono puntuali ad ogni allenamento, danno il massimo. Soprattutto in inverno, quando devi lavorare in palestra a cominciare da Natale, quando non è divertente giocare e si lavora da matti. Tutti hanno un atteggiamento professionale impagabile. Da questo punto di vista non posso chiedere di più. Cercheremo di attrezzare la squadra per essere completi.

Avete fatto un campionato straordinario…

Meglio non poteva andare, l’annata è stata eccellente. Abbiamo dominato la stagione. Abbiamo stravinto la prima fase, siamo arrivati primi nella seconda fase. Poi la fatica della Serie scudetto e la vittoria finale.

È stata una Serie complicata

Colpa nostra. L’abbiamo resa complicata noi andando a perdere due partite praticamente vinte e abbiamo rischiato di pagarne le conseguenze. Per fortuna i ragazzi hanno reagito bene. Forse potevamo chiuderla prima, ma siamo noi che abbiamo compromesso partite all’ultimo inning, per poi perderle.

Lei disse che il Rimini era il favorito per la vittoria finale

Il Rimini ha avuto problemi con l’infortunio al loro lanciatore migliore. Con questa perdita, Rimini ha lasciato quel margine che la rendeva la migliore squadra del campionato. Anche noi abbiamo perso Paolino Ambrosino che non ha potuto giocare per tutta la Serie, quindi abbiamo avuto anche noi problemi con le formazioni, ma rispetto al Rimini noi siamo stati più determinati. L’avversario era forte, ma i nostri lanciatori si sono dimostrati migliori e ci hanno fatto vincere: sono stati intoccabili, molto preparati dal punto di vista atletico e mentale.

Una vittoria così sofferta le dà un sapore diverso rispetto agli altri scudetti?

Più si soffre, più si gode. Ma questo è un ragionamento che si può fare solo con il senno di poi. Nel mentre tutto è difficile. Quando eravamo sul 3-2, era facile lasciarsi andare e perdere lo scudetto. Eravamo con le spalle al muro. Nella partita finale al Falchi, lo stadio era pieno. Avere tutta questa gente, che faceva un rumore infernale…un pubblico così raramente appassionato. Mi ha fatto capire quello che si dice nel calcio quando si parla del pubblico come 12° giocatore in campo. È successo anche a noi. Tutta quella gente che ci credeva, ha dato un’ulteriore spinta alla squadra, e ci ha fatto capire che l’impresa si poteva fare. E l’abbiamo fatta!

Sarà contento anche Nicolò Clemente, il vostro talento andato ai Red Sox

Sicuramente. Nicolò Clemente era con noi, ha finito la prima parte della preparazione in Repubblica Dominicana. Non ha potuto giocare, ma devo ammettere che neanche i lanciatori più esperti non hanno giocato perché la partita l’hanno fatta i nostri partenti. Ripartirà per l’America, per il college. L’avventura è in pieno sviluppo, siamo felici per lui. Chissà se magari tra quindici anni possa rientrare a Bologna e giocare con noi, da grande campione costruito negli Stati Uniti.