Bambino Gesù, separate due gemelle siamesi

Rayenne e Djihene non sono più unite per il torace e l’addome. Le gemelle siamesi di 17 mesi sono state separate con successo all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma il 7 ottobre.  A quattro settimane dall’intervento, «le bambine non hanno problemi funzionali e stanno bene. In futuro si dovrà intervenire nuovamente per correzioni di natura estetica, ma il loro percorso di crescita sarà normale», dice Alessandro Inserra direttore del dipartimento chirurgico e coordinatore dell’intervento eseguito da un team multidisciplinare di circa 40 persone. L’unico precedente all’ospedale romano risale agli inizi degli anni ’80 su gemelli maschi.

L’operazione

Le piccole gemelle algerine avevano in comune la gabbia toracica e la cavità addominale, il pericardio (la membrana che riveste il muscolo cardiaco) con due cuori dentro e il fegato, ma con una rete vascolare speculare e distinta che ne permetteva la separazione. Nel corso dell’intervento sono state divise le costole e il fegato; ricostruiti lo sterno (prima inesistente) e il diaframma; è stato diviso e ricreato il pericardio con sostanze biologicamente compatibili; sono stati ricostruiti addome e parete toracica. La quantità di pelle necessaria per concludere l’operazione è stata ottenuta inserendo ai lati del tronco delle gemelline, nei mesi precedenti l’intervento di separazione, due espansori cutanei in silicone. L’intervento è durato 10 ore.  Al tavolo operatorio si sono avvicendate 5 équipe chirurgiche a cui era stata assegnata una precisa fase dell’intervento. Dopo la separazione, la procedura di ricostruzione è stata condotta in parallelo in 2 sale operatorie. Grazie a questo tipo di organizzazione, è stato possibile ridurre la durata dell’operazione e quindi il tempo di esposizione delle bambine all’anestesia. Dopo un periodo di osservazione in terapia intensiva, il 24 ottobre le piccole algerine sono potute tornare nel reparto di Chirurgia.

 

L’intervento preparato con stampanti 3D

La preparazione all’intervento di separazione è durata quasi un anno: 11 mesi (da novembre 2016 a ottobre 2017) per consentire all’organismo delle gemelle di sostenere un’operazione chirurgica così complessa e aggressiva. Durante la fase di indagine, la struttura, gli organi, la rete vascolare e le dimensioni delle gemelline sono state “replicate” in ogni dettaglio, attraverso l’utilizzo di stampanti 3D, tac e risonanze tridimensionali 

Gemelli siamesi, il 75% non sopravvive

La nascita di una coppia di gemelli siamesi è legata alla divisione tardiva dell’embrione (a 12-14 giorni di età gestazionale), ma le cause di questo ritardo non sono ancora state scientificamente accertate. Si stima 1 caso ogni 50-100 mila nati vivi e tra le varie tipologie di gemelli congiunti, i toraco-onfalopaghi sono i più frequenti (oltre 4 su 10). In generale, a causa della gravità delle malformazioni, il 75% dei siamesi non sopravvive.

 

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